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E’ stato un successo la distribuzione davanti al CERN di circa mille copie di articoli da me pubblicati relativi agli argomenti della trasparenza nella scienza e nell’ottenimento di risultati riproducibili che io richiedo da anni e che sono stati  richiesti anche in un articolo su Scientific American nell’ottobre 2018 (http://www.nature.com/articles/scientificamerican1018-52), tradotto in italiano e pubblicato su “Le Scienze” di dicembre 2018.Per due giorni mi sono svegliato alle sei del mattino per la distribuzione davanti al CERN con una temperatura sotto lo zero con possibili danni alla salute, effettuando tre turni il giovedì 10 gennaio per un totale di 7 ore (entrata al mattino, entrata/uscita a pranzo e uscita serale dei dipendenti CERN), e due turni il venerdì 11 gennaio (entrata al mattino e dalle 13,00 fino alle 15,30), per un totale giornaliero di 6 ore. Il mattino rimanevo sul piazzale tra la fermata del tram 18 e l’ingresso pedonale a fianco della Reception, Bat. 33 con il cartellone in mano come da fotografia, oppure appoggiato alla rete di confine del CERN quando si alzava il vento (che me lo buttava a terra anche quando era appoggiato alla rete metallica). Il pomeriggio e la sera mi recavo all’ingresso principale delle automobili a respirare CO2 per alcune ore distribuendo le copie degli articoli a chi entrava o usciva in auto.

Nessuno mi ha ostacolato in questa iniziativa di divulgazione scientifica, anche perché avevo avvisato giorni prima sia il CERN, sia l’amministrazione comunale e il Sindaco di Ginevra (goo.gl/sDLsLt), sia la Polizia di Ginevra (goo.gl/rx1oDp) che mi ha risposto per iscritto che non avevo bisogno di un permesso e non si sono presentati in nessun momento durante i due giorni. Pertanto, non ho incontrato nessun tipo di resistenza.

La Sicurezza del CERN è venuta il primo giorno a prendere le fotografie del cartellone per consegnarle alla Direzione ed una persona della Sicurezza mi ha chiesto inizialmente di rimuovere il cartello appoggiato alla rete metallica del confine del CERN, ma pochi minuti dopo la medesima, arrivava quasi di corsa con un bel sorriso sulle labbra chiedendomi scusa e dicendomi che aveva ricevuto ordini secondo i quali potevo tenere il cartellone appoggiato alla rete metallica del CERN di fianco all’ingresso.

Alla fermata del tram, la sera del 10 gennaio 2019, un giovane ricercatore mi ha detto che ero famoso, che molti parlavano di me e dell’evento, e che avevano postato la mia fotografia con il cartellone su Facebook. Gli articoli sono anche stati distribuiti ad alcuni gruppi in visita al CERN, ad esempio dall’Inghilterra, dalla Finlandia e dalla Spagna.

Tuttavia, sebbene abbia costantemente informato oltre 130 giornali, televisioni e giornalisti, di cui molti hanno confermato la lettura dei miei messaggi come ad esempio la direzione della BBC di Londra, nessun giornale internazionale o nazionale ha pubblicato la notizia.

Nessun giornalista si è presentato davanti al CERN o mi ha telefonato per un’intervista, chiedendomi la ragione della mia distribuzione di articoli agli scienziati del CERN.

Forse non è importante e di vitale interesse per i cittadini il problema della mancanza della trasparenza nella scienza, della riproducibilità dei risultati, e dell’assegnazione di oltre 2.000 miliardi di dollari nella ricerca all’anno, concentrati nelle mani di pochi ricercatori che non sono quelli che hanno i progetti più validi, ma quelli che hanno i contatti migliori? Questo problema è stato addirittura sollevato da Scientific American nell’ottobre 2018 in un articolo, ripreso dalla rivista italiana “Le Scienze” nel dicembre scorso.

I miei articoli forniscono informazioni inconfutabili e precise di fatti che, per essere risolti richiedono la presa di responsabilità del centro di ricerca in fisica delle particelle più importante al mondo, il CERN, e di coloro che gestiscono ed hanno la responsabilità di pianificare la soluzione della patologia che miete più vittime (oltre 8,2 milioni all’anno) ed è il più costoso (oltre 1.400 miliardi di euro all’anno) al mondo, il cancro.

Mentre ero davanti al CERN a consegnare gli articoli, alcuni ricercatori si fermavano a conversare, altri venivano apposta dal loro ufficio per parlare con me, come ad esempio un fisico che non conoscevo, che mi ha raccontato di aver lavorato con Wesley Smith, confermando che è una persona che aveva accesso a molti fondi come io ho descritto nel mio articolo. Questo è un esempio pratico di quanto affermato nell’articolo della rivista “Le Scienze” di dicembre 2018 a pagina 40: “I ricercatori che oggi godono di sovvenzioni considerevoli non sono necessariamente i più validi, magari sono soltanto coloro che hanno i contatti migliori”. Abbiamo quindi parlato del valore più o meno scientifico dei progetti realizzati da Wesley Smith, che confermano quanto sopra, non solo per non essere i più validi, ma per aver sprecato centinaia di milioni di dollari, dal momento che esistevano soluzioni più valide che lui ha ignorato e forse soppresso.

Persone che mi conoscevano, passando in auto, mi dicevano di andare a far loro visita in ufficio come ai vecchi tempi; io rispondevo di provare a chiedere alla direzione se potevo entrare. Forse nessuno è riuscito ad ottenere il permesso. Tra coloro che mi hanno invitato nel loro ufficio, vi era un senior scientist, che conosco da oltre 40 anni, che occupa posizioni direzionali ed è anche un revisore di grandi progetti a livello internazionale. Per non essere maleducato, alle 15,30 di venerdì 11 gennaio 2019, finito il mio turno di attività informativa davanti all’ingresso principale del CERN, sono passato alla Reception all’edificio 33 ed ho telefonato a questo dirigente per salutarlo prima di ritornare in autobus a Torino. Questo dirigente è venuto a prendermi e ha chiesto il permesso per farmi entrare al CERN per andare a prendere insieme un caffè alla Cantine.

Tuttavia, al suo arrivo il permesso gli è stato dapprima negato; in seguito, dopo qualche minuto al telefono, è riuscito a rimuovere tutti gli ostacoli. Così mi viene rilasciato un permesso di ingresso al CERN in qualità di Visitor, come risulta dalla fotografia.

Mi ha fatto piacere ed un certo effetto camminare attraverso i lunghi corridoi del CERN e vedere i cambiamenti effettuati durante gli ultimi anni, ma la biblioteca era sempre lì al solito posto, come molti altri uffici a me familiari.

Prendiamo il caffè ed io esprimo il desiderio di collaborare, chiedendogli se poteva fare da tramite tra me e coloro che si oppongono alla trasparenza nella scienza, come ho scritto a pagina 2 del mio articolo goo.gl/JGxKDk: esiste uno squilibrio tra chi la sostiene e chi la sopprime e purtroppo gli ultimi al momento hanno la meglio.

Desidero poi affrontare l’altro problema molto importante, riconosciuto attuale, anche nell’articolo di Scientific American, proponendo qualcosa di concreto sui due argomenti specifici dei miei articoli, cioè discutere su A) come affrontare la riproducibilità dei risultati in una condizione controllata per gli esperimenti al CERN e B) come ottenere una riduzione significativa della mortalità prematura da cancro su di una popolazione campione con la riduzione dei relativi costi alla Sanità.

  1. A) La riproducibilità dei risultati per il primo problema si ottiene costruendo un registratore dati dal costo di circa 40.000 dollari (vedi ER/DSU -Event Recorder Detector Simulation Unit- descritto alle pagine 8, 12, 23, 32, 149-170 di gl/w3XlZ1) in grado di riprodurre i segnali elettrici in tempo reale per 2 secondi, relativo a dati conosciuti registrati, simili a quelli prodotti casualmente dall’apparato composto dall’acceleratore LHC insieme ai suoi rivelatori CMS e ATLAS.

Dal momento che LHC e rivelatori hanno richiesto vent’anni di lavoro da parte di oltre 10.000 scienziati, per un costo superiore a 50 miliardi di euro, è giustificato ed imperativo costruire il registratore ER/DSU dal costo di 40.000 dollari per misurare l’efficienza dell’unità Trigger di Livello-1 che ha il compito di trovare i migliori eventi, candidati per contenere le particelle rare.

Nella memoria del registratore dei dati relativi a 2 secondi di attività dell’LHC e dei suoi rivelatori, si inseriranno i dati conosciuti di 100 eventi di particelle rare che il Trigger deve trovare.

La discussione scientifica dovrà vertere sui vari progetti proposti di Trigger di Livello-1, che rivendicano una maggiore efficienza e minore costo nel filtrare il rumore e trovare il maggior numero dei 100 eventi contenenti le particelle rare.

I progetti che offrono maggiori garanzie nel calcolo, ragionamento logico e simulazione dovranno essere finanziati e poi verrà determinato sperimentalmente qual è il progetto migliore in base al numero di particelle rare trovate da ciascun progetto in un ambiente controllato, come illustrato a metà della seconda pagina dell’articolo (goo.gl/G3pYEi) e al fondo della seconda pagina del mio cartellone presentato al CERN (goo.gl/dfAJnB).

È sorprendente che dopo aver progettato l’ER/DSU ed aver fornito tre offerte/preventivi di industrie con elevata reputazione in grado di costruirlo, non sia stato messo in programma. Questo conferma quanto riportato nell’articolo su Scientific American e su Le Scienze, dicembre 2018, pagina 40: “…spesso scoprono che non si riescono a riprodurre molti risultati…” Uno scienziato dovrebbe sempre pensare di verificare sperimentalmente in un ambiente controllato, con dati riproducibili se la sua idea teorica è valida. Se non vuole prendere in considerazione questa verifica viene da pensare quanto dice l’articolo su Le Scienze che siano più interessati a finanziare i progetti sbagliati e non effettuare le verifiche per non perdere i finanziamenti. Le Scienze, dicembre 2018, pagina 41: “…Si finanziano i campi sbagliati. Come nella mafia, esistono campi e famiglie di idee che tradizionalmente hanno più potere di altri. I campi con i migliori finanziamenti attirano il lavoro di più scienziati, il che aumenta il raggio d’azione delle pressioni esercitate, alimentando un circolo vizioso …”

  1. B) La riproducibilità dei risultati per il secondo problema si ottiene discutendo quale apparecchiatura per la diagnosi precoce (non esistente), abbinata ad una cura efficace di intervento chirurgico, radioterapie e/o chemioterapia (esistente) o approccio (vaccino, chemioterapia per tumori ad uno stadio avanzato, ecc.) sia in grado di massimizzare la riduzione della mortalità prematura da cancro al minor costo.

Focalizzando l’attenzione sull’apparecchiatura per la diagnosi precoce, la discussione scientifica deve vertere:

  1. i) sulle misure a), b) c), d), e) elencate nel rettangolo in basso al centro della seconda pagina dell’articolo (gl/G3pYEi), riassunte al centro del cartellone (goo.gl/dfAJnB), e
  2. ii) sul miglior compromesso tra le caratteristiche dei punti da 1 a 9 riportati nel medesimo articolo e nel rettangolo al centro del cartellone, sotto il rettangolo precedente (gl/dfAJnB). “Si tratta delle caratteristiche che deve avere l’apparecchiatura per riuscire a catturare il maggior numero possibile di segnali dai marcatori tumorali, con la massima precisione al minor costo per ogni segnale valido catturato rispetto agli approcci alternativi.”

La sinergia ed ottimizzazione di queste scelte progettuali devono rendere minima la radiazione da somministrare al paziente ed ottenere la massima efficienza nell’identificare il tumore ad uno stadio precocissimo, altamente curabile.

I progetti che offrono maggiori garanzie nel calcolo, ragionamento logico e simulazione, dovranno essere finanziati e poi verrà determinato sperimentalmente qual è il progetto migliore.

Dapprima, il test dell’apparecchiatura dovrà essere effettuato su di un “phantom” (modello o manichino) che consiste in un cilindro di acqua da 27 cm di diametro, lungo 110 cm che corrisponde alla lunghezza del torso umano, che contiene tutti gli organi ed è composto principalmente di acqua. Nel cilindro viene prima introdotta una radiazione puntiforme come illustrato al centro in basso alla pagina 2 del mio articolo (goo.gl/G3pYEi) e poi una barra lunga 110 cm inserita all’interno del cilindro, contenente la dose di radiazione che si intende somministrare al paziente.

Sperimentalmente verrà determinata l’apparecchiatura che sarà in grado di raccogliere con maggior precisione ed al costo inferiore il maggior numero delle coppie di fotoni a 511 keV emessi dalla sorgente puntiforme o dalla barra radioattiva di 110 cm.

Il test successivo verrà effettuato su di una popolazione campione nell’età compresa tra i 55 e 74 anni presi da una località in cui la mortalità da cancro è stata costante negli ultimi venti anni. La misura della riduzione della mortalità da cancro quantificherà in modo preciso l’efficacia non solo dell’apparecchiatura rispetto alle altre, ma anche l’efficienza dell’ospedale nell’organizzare gli esami, la competenza del personale medico e paramedico nell’usare l’apparecchiatura, il pronto intervento della cura quando il tumore è ad uno stadio iniziale e rispetto agli altri approcci per debellare il cancro.

Dal momento che il cancro ci costa globalmente oltre 1.400 miliardi di euro all’anno e continua a mietere oltre 8,2 milioni di vite all’anno, con la previsione di raddoppiare il numero di morti nei prossimi vent’anni, è imperativo affrontare questo problema della riproducibilità dei risultati.

È imperativo che gli organi di comunicazione, dei giornali, televisioni e media diano spazio a questo argomento intervistando i luminari scienziati che affermano che le mie invenzioni 3D-Flow e 3D-CBS, associate ad una terapia tempestiva non sono in grado di salvare oltre il 50% delle vite come da me rivendicato, chiedendo loro di segnalare approcci alternativi più efficienti delle mie invenzioni nella diagnosi precoce del cancro. I media dovranno poi dare spazio alle mie risposte scientifiche e sarà responsabilità di tutti finanziare le mie invenzioni 3D-Flow e 3D-CBS per verificare sperimentalmente, prima su di un “phantom” (manichino) e poi su di una popolazione campione la fondatezza della mia rivendicazione supportata da 59 offerte/preventivi da parte di industrie con elevata reputazione che dimostrano la fattibilità delle mie invenzioni ad una frazione del costo di approcci alternativi.

I giornalisti possono svolgere un ruolo importantissimo nell’accelerare il trasferimento dei benefici delle mie invenzioni al letto del paziente, intervistando in merito alle mie invenzioni i luminari scienziati in questo settore ed il sottoscritto, creando in tal modo un dialogo su questo importante problema.

La mia invenzione 3D-Flow per il riconoscimento di oggetti da dati in arrivo ad altissima velocità da migliaia di sensori utile anche per creare strumenti potenti nella scoperta di nuove particelle è stata riconosciuta ufficialmente da una revisione scientifica formale (goo.gl/zP76Tc) come una scoperta rivoluzionaria, indipendente dalla tecnologia, quindi oggigiorno competitiva. La mia invenzione 3D-CBS (esame completo del corpo in 3-D) che fa uso della tecnologia 3D-Flow, rende possibile una diagnosi precoce efficace del cancro e di altre patologie.

Ho ricevuto un milione di dollari in borse di ricerca, ho dimostrato le mie invenzioni fattibili e funzionanti, riconosciute anche in un articolo scientifico peer-review pubblicato da una delle più prestigiose riviste scientifiche (goo.gl/bqhD4R). Tali invenzioni sono state riconosciute valide ufficialmente e formalmente in diverse revisioni scientifiche pubbliche internazionali; il 3D-CBS ha vinto il Premio Leonardo da Vinci per la soluzione più efficiente nel rilevamento delle particelle finalizzata alla diagnosi precoce del cancro ed il concetto innovativo è stato dimostrato fattibile e funzionante in circuiti hardware.

Per evitare di continuare uno spreco di denaro pari a centinaia di milioni di euro, soldi dei contribuenti e di perdere milioni di vite che si sarebbero già potute salvare perché non ricevo risposte scientifiche, ho pensato di informare direttamente gli scienziati alle principali conferenze scientifiche ed al CERN, distribuendo articoli da me pubblicati ed indicando la pagina 2 (goo.gl/a9Uwii) dove è descritto uno dei concetti delle mie invenzioni in modo comprensibile agli studenti delle scuole medie. Tutto questo, al fine di accelerare i benefici delle mie invenzioni all’umanità.

Spero che il mio discorso non si fermi al caffè che ho consumato con questa persona nella Cantine del CERN, ma che gli argomenti discussi, concreti ed importanti, riconosciuti tali anche da Scientific American, su problemi che devono essere affrontati e risolti dalla scienza, non vengano ignorati ma ricevano il giusto spazio da parte degli organi di comunicazione, dei giornali, televisioni e media.

Sostieni la Trasparenza nella Scienza per far emergere la verità scientifica a beneficio dell’umanità nel ridurre di oltre il 50% la mortalità prematura da cancro ed i relativi costi versando direttamente sul conto CRS cc, 50129593, IBAN: IT53E0630546470000050129593 dell’Associazione Fondazione Crosetto per sconfiggere la mortalità prematura da cancro – ONLUS – Detraibile dalle imposte (C.F. 95019960046 per il 5 per mille), oppure tramite carta di credito o PayPal a http://blog.u2ec.org/wordpress/?page_id=377&lang=it

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